Grazie alla potente azione della società civile che ha formato la petizione di Riparte il futuro il 7 maggio 2015 la delibera sui vitalizi per i parlamentari condannati è stata finalmente approvata.

Dall'entrata in vigore non riceveranno più il vitalizio i deputati e i senatori condannati, in via definitiva, a pene superiori a due anni di reclusione per tutti i delitti di mafia e per tutti i delitti che vanno dal peculato alla concussione. Il vitalizio non sarà più erogato neanche ai parlamentari condannati a due anni di reclusione per tutti gli altri delitti che hanno una pena massima prevista di 6 anni. È un progresso parziale ma la strada è imboccata, grazie all'azione della società civile.

Si poteva fare meglio? Sicuramente sì, ad esempio introducendo l'abuso d'ufficio. Oppure inserendo reati con pena massima di 5 anni, per i quali scattano le intercettazioni telefoniche e ambientali, come pure abbiamo proposto. Poteva andare peggio? È ancora più sicuro: se nemmeno questa delibera fosse stata approvata tutto sarebbe rimasto come prima. Con il vitalizio pagato a chi ha subito condane definitive per reati gravi. Anche per quanto riguarda la riabilitazione, che è prevista dal Codice penale per tutti i cittadini e che viene decisa dal Tribunale di Sorveglianza, cioè dalla magistratura, Libera ha proposto che si modifichino gli articoli del Codice penale, prevedendo, come si farà per il patteggiamento, che non sia possibile la "riabilitazione" se non si è restituito almeno il maltolto. 

La battaglia continua. Anche grazie alle firme raccolte.